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Il recupero comportamentale di Toby – Video della 1° puntata

Cominciamo a seguire la storia di Toby, dal suo passato di cane morsicatore al percorso riabilitativo che abbiamo intrapreso per fargli ritrovare serenità.

A un anno Toby comincia a dare segni di irrequietezza e irritabilità.

Un primo consulente consiglia un telo che copra la visuale dal suo recinto verso la strada (per isolarlo dai rumori che lo infastidiscono) e il prozac per l’aggressività.

Ottobre del 2014, la proprietaria gli pesta una zampa per sbaglio, il cane ringhia; poco dopo la proprietaria cammina in giardino e il cane gli si avventa contro e la morde. Un mese dopo il morso viene consultato un veterinario comportamentalista che prescrive 0,40 mg di Canicalm (principio attivo: clomipramina, un antidepressivo); la proprietaria inizia la terapia. Il cane non cambia in nessun atteggiamento, non è più calmo

Due settimane dopo l’inizio della terapia il cane è in giardino con la proprietaria e altre due persone; a un certo punto, un ragazzo si allontana dal gruppo e il cane lo morde 3 volte. Al secondo consulto, il comportamentalista raddoppia la dose dell’ansiolitico.

A dicembre 2015, la proprietaria fa esercizi di obbedienza, il cane risponde bene, è collaborativo. Alla proprietaria cade un fazzoletto, subito prova a metterci un piede sopra per non farlo mangiare al cane, il cane la morde alla caviglia, due volte al braccio e poi alla spalla. Da quel giorno è stata interrotta la terapia farmacologica e il cane è dovuto rimanere chiuso nel suo recinto perché inavvicinabile da chiunque.

Ora Toby è al Centro cinofilo Arnaldo e ha iniziato il suo percorso per tornare quello che deve essere: un Breton di 6 anni, con tutta la sua vivacità e voglia di vivere.

Il video riprende Toby il secondo giorno che era a pensione da me e i miei primi tentativi di avvicinamento. Toby non mostra alcuna intenzione di collaborare, ringhia perennemente e a ogni mio tentativo di avvicinamento si lancia per mordere.

Presto il video della situazione com’è oggi, e dei progressi.

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Commenti (6)

  • Lucille

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    Come devo comportarmi con un cane diventato improvvisamente aggressivo durante l’adolescenza? È necessario intraprendere un percorso riabilitativo dello stesso tipo, o posso limitarmi a tenerlo lontano dalle situazioni “a rischio”?

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    • Davide

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      Premetto che un cambiamento di carattere in adolescenza è comprensibile (un po’ come succede ai ragazzi), per risponderti sono necessarie molte informazioni.
      Intanto, l’aggressività è intraspecifica (cioè, rivolta verso i cani) o nei confronti delle persone?
      Poi sarebbe da valutare il grado di aggressività, osservarne le manifestazioni, il tuo comportamento quando si verifica e il contesto in cui accade.
      In sostanza, per capire come procedere dovresti descrivermi tutto in modo dettagliato, ma resta il fatto che niente è importante quanto l’osservazione diretta. Per comprendere i motivi del comportamento e, di conseguenza, stabilire come procedere al “recupero” (ammesso che ce ne sia bisogno) devo necessariamente guardare il cane.
      Quindi, al momento non è da pensare che sia necessario un percorso riabilitativo uguale a quello che sta seguendo Toby, perché il suo caso era piuttosto serio (morsi ripetuti a estranei e, soprattutto, alla padrona) e perché ogni cane va trattato a sé.
      Di certo non dovresti limitarti a tenerlo lontano dalle situazioni “a rischio”, perché in questo modo eviti il problema ma non lo risolvi alla radice, correndo il rischio di peggiorare la situazione.

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      • Lucille

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        Per ora l’aggressività è rivolta esclusivamente verso gli altri cani, sia adulti che cuccioli. Solo una volta ha tentato di mordermi, ma è stato un episodio isolato.

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  • Davide

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    Una “generica” aggressività verso altri cani in età adolescenziale è, da un certo punto di vista, quasi accettabile. Quasi significa che la si può comprendere ma è comunque necessario intervenire subito per far capire al cane che quello non è un comportamento corretto.
    La cosa che invece non mi convince affatto è il tentativo di morso alla proprietaria: è un’azione che un cane non deve intraprendere mai e per nessun motivo. Credo che sia assolutamente prioritario lavorare sul rapporto cane/proprietario, per ristabilire la correttezza che anche un solo morso può compromettere.

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  • Roberto

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    Ciao Davide, è vero che ci sono alcune razze più aggressive di altre? Oppure è solo una questione di come il cane viene educato?

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    • Davide

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      Ciao Roberto. La risposta è, naturalmente, no, non vero. Non esistono razze più aggressive di altre. E’ ormai provato scientificamente che non ci sono razze più pericolose (tant’è vero che la famigerata lista nera delle razze pericolose, che anni fa era in una legge italiana, è stata abolita), ogni cane ha una dose di aggressività naturale, perché è un predatore, ma l’entità dipende dal singolo individuo, non dalla razza. E il comportamento del singolo individuo è determinato in molta parte dall’educazione che gli ha impartito il proprietario, dal tipo di vita che gli ha fatto fare. Ne è prova il video che stiamo commentando: responsabile dei morsi, in questo caso, è un cane da caccia, che mai a nessuno verrebbe in mente di giudicare “cattivo”. Certo, i media parlano solo di “attacchi” di cani di grossa taglia (e lasciamo perdere il modo in cui ne parlano, la disinformazione regna sovrana…) ma per due motivi: hanno bisogno di sensazionalismo e il cane di grossa taglia tende, ovviamente, a fare danni maggiori, ma è questione di mole, non di aggressività. Per concludere, ti ricordo solo che mentre in Italia solo a nominare la parola “pit bull” la maggioranza delle persone inorridisce, negli Stati Uniti quei cani sono i più usati per la Pet Therapy …

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